Elenco degli organismi di cui sono pubblicati documenti sul blog


Rete dei Comunisti
Partito Comunista Italiano marxista-leninista - Piattaforma Comunista
Collettivo Aurora
Lotta e Unità
Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (CARC)
(nuovo) Partito Comunista Italiano
Riscossa Proletaria per il comunismo
Fronte Popolare
Laboratorio Comunista Casamatta


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venerdì 6 settembre 2019


06.09.2019

A proposito del centralismo democratico e della lotta tra le due linee
Ancora sul fallimento del rafforzamento del centro clandestino del (n)PCI

Un’idea al suo sorgere non è mai fatta propria dalla maggioranza. Affinché un numero crescente di individui faccia propria un’idea è necessario che essa si dimostri utile nella pratica (in senso più ampio, cioè è esperienza pratica anche un’emozione che deriva dall’ascolto di una musica, dalla vista di un film, dall’assaggio di un frutto). Se quell’idea corrisponde all’esperienza concreta allora gli individui la fanno propria.
Per quello che riguarda noi, cioè il movimento comunista, un’idea giusta non lo è banalmente perché logicamente non fa una piega. Un’idea giusta è quella che se applicata porta ad un avanzamento nella lotta della classe operaia contro la borghesia.
Ognuno di voi può tirare fuori decine e decine di esempi in cui nel movimento comunista la sinistra, intendendo con essa quella componente che aveva una visione giusta della situazione concreta e che concepiva una via giusta per farvi fronte, si presentava come una minoranza. Storicamente vi sono state minoranze che sono uscite dal partito di cui facevano parte (es. i marxisti-leninisti dal PCI). In queste battaglie a volte la sinistra ha vinto (es. Mao Tse-tung nel corso della guerra contro il Giappone), altre volte ha perso (es. la sinistra nel PCI, e nel PCUS, ecc.).

mercoledì 4 settembre 2019

Sul fallimento del rafforzamento del Centro del (n)PCI


04.09.2019



Cari compagni, abbiamo deciso di entrare nel merito della vicenda del fallimento del rafforzamento del Centro del (n)PCI non tanto perché ci siamo rivisti, dopo dieci anni, davanti ad una situazione per troppi versi analoga a quella che ci vide direttamente protagonisti allora e quindi riteniamo di avere esperienza per dire cose utili. Quanto piuttosto perché i limiti, gli errori, i difetti che emergono da questo fallimento sono per tanti versi gli stessi di dieci anni fa e non sono, come voi stessi giustamente affermate a proposito del dibattito che state sviluppando al vostro interno, inerenti a beghe, fisime, lamenti personali ma riguardano, invece, problemi più generali del movimento comunista e della lotta in corso per fare dell’Italia un paese socialista.

domenica 23 aprile 2017

Per una celebrazione unitaria e combattiva del 100 anniversario della Rivoluzione Socialista d'Ottobre

PER UNA CELEBRAZIONE UNITARIA E COMBATTIVA DEL 100 ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE SOCIALISTA D'OTTOBRE

Alle compagne e ai compagni comunisti, alle proletarie e ai proletari tutti, ai giovani rivoluzionari, all'intellettualità  d'avanguardia, alle loro organizzazioni.
Lo scorso 5 marzo 2017   in occasione del 64  anniversario della scomparsa del compagno Stalin   si   costituito a Roma il Comitato promotore della celebrazione del centesimo anniversario della Rivoluzione Socialista d'Ottobre, che ha assunto la denominazione  Attualità  della Rivoluzione d'Ottobre! .
Di fronte alla campagna anticomunista che la borghesia e gli esponenti delle varie tendenze opportuniste, revisioniste, socialdemocratiche, trotskiste, ecc., stanno conducendo, e in modo più aggressivo e calunnioso condurranno sino alla fine dell anno del centenario, per affermare la tesi della inutilità  della rivoluzione proletaria, per denigrare le grandi conquiste del socialismo realizzato nel secolo scorso e per dissuadere le masse lavoratrici e popolari di oggi dal preparare e compiere la loro rivoluzione socialista, intendiamo realizzare una celebrazione basata sul rilancio delle ragioni dell Ottobre Rosso e sull'estrema attualità della rivoluzione proletaria.

martedì 7 febbraio 2017

Laboratorio Comunista Casamatta

Il Laboratorio Comunista Casamatta (LCC) si è costituito per iniziativa di alcuni compagni che provengono dalle lotte popolari e dal movimento comunista. Riflettendo sulla situazione generale questi compagni hanno maturato l’idea della necessità di contribuire a lavorare per la ricostruzione del movimento comunista e alla costruzione del Partito Comunista rivoluzionario nel nostro paese. A questo proposito LCC ritiene essenziale sviluppare il dibattito e interagire praticamente e teoricamente con tutti coloro che ritengono importante l’assolvimento di questo compito di fase irrisolto.

giovedì 2 febbraio 2017

Appello di Frone Popolare ai comunisti: fedeltà alla classe e unità

La necessità di restituire una fisionomia, un’espressione, un’organizzazione all’avanguardia politica delle lavoratrici e dei lavoratori italiani non è più né rinviabile né eludibile. La violenza dell’attacco reazionario che investe il complesso della nostra società ci avvicina a esiti rovinosi, mentre cadono finanche gli orpelli formali della “democrazia liberale” e il combinato disposto della natura reazionaria dell’ideologia post-moderna dominante e del crollo delle condizioni di vita dei ceti popolari sta preparando il terreno a nuove forme di autoritarismo sociale dai caratteri inediti e inquietanti.
L’oblio delle coscienze, l’indifferenza organizzata ai grandi fatti del mondo cui viene offerta come unica risposta la chiusura individualistica in microcosmi di minute e incomunicabili disperazioni, la mercificazione e il soffocamento della socialità, il dilagare di vecchi e nuovi razzismi come strumento per far decantare e tenere sotto controllo la tensione sociale provocata dalla disoccupazione di massa, dalla miseria che investe sempre nuove fasce della popolazione, che affama i lavoratori salariati e proletarizza il ceto medio: tutti questi elementi evidenti della realtà in cui viviamo rappresentano altrettanti sintomi della putrefazione della storia prodotta dal dominio del capitalismo finanziario sull’Italia e sul mondo.

mercoledì 15 giugno 2016

La ragione e la forza. Riflessioni sul ruolo dei comunisti tra passato e futuro

Roma 18 Giugno, seminario nazionale promosso dalla Rete dei Comunisti
Dalle ore 10.00 alle 17.00 -  Via Galilei 53

Dal “Corriere della Sera” del 9 Marzo 2008 uno scritto, del 2004, del filosofo francese non certo marxista Jacques Derrida:Avrei voluto proporre un argomento analogo a quello del CHE FARE? di Lenin, scritto nel 1901-1902, ma il tempo manca. Ricordiamo ciò che in quel testo, come nel testo di Kant, oggi non risulta invecchiato: la condanna dell’ “abbassamento del livello teorico” nell’azione politica, l’idea che qualsiasi “concessione” teorica, secondo il termine di Marx, sia nefasta per la politica; la condanna dell’opportunismo (bisogna pensare ed agire controcorrente), la condanna dello spontaneismo, dell’economicismo e dello sciovinismo nazionale (il che non sospende i doveri nazionali), la condanna della “mancanza dello spirito d’iniziativa dei dirigenti” politici cioè rivoluzionari, che dovrebbero saper rischiare e rompere con le facilità del consenso e delle idee preconcette (è quanti propone Alain Minc in un libro in fondo molto leninista). E ancor meno invecchiata è l’analisi di ciò che lega l’internazionalizzazione, la mondializzazione del mercato, come della politica, alla scienza ed alla tecnica. Tutto questo si legge nel CHE FARE? di Lenin.

PREMESSA 
Viviamo un periodo di crisi generale e di crisi dell’egemonia dominante. Non è una crisi congiunturale ma di sistema che si presenta in passaggi storici che aprono una fase imperscrutabile nelle sue evoluzioni concrete. Per avere una lettura valida di questi passaggi bisogna partire da quello che è stato definito Modo di Produzione Capitalista e non semplicemente capitalismo, perché se analizziamo le tendenze di fondo, e non solo le sue forme concrete e storiche, riusciamo a comprendere meglio la dinamica degli eventi passati ma che agisce tuttora.

lunedì 23 novembre 2015

Per l’unità dei comunisti quattro temi da discutere

da Resistenza 11/12 – 2015 del Partito dei CARC

Nei numeri scorsi abbiamo accennato spesso alle quattro principali tematiche che come Carovana del (n)PCI poniamo come punto di partenza per il dibattito tra comunisti italiani e di altri paesi per contribuire alla rinascita del movimento comunista. Abbiamo provato a sintetizzarli in questo articolo, con l’ambizione che sia un passo per contribuire a quel dibattito franco e aperto con partiti, organizzazioni e singoli che vogliono costruire la rivoluzione socialista nel nostro paese. Il testo completo dell’articolo che abbiamo riassunto è consultabile sul sito del (nuovo)PCI.
La prima questione su cui dobbiamo ragionare è il bilancio della prima ondata della rivoluzione proletaria e dei primi paesi socialisti che essa ha creato. Il movimento comunista nel secolo scorso ha raggiunto i risultati: 1. il campo socialista nel quale viveva circa un terzo dell’umanità, 2. la distruzione del sistema coloniale, 3. le grandi conquiste di civiltà e benessere nei paesi imperialisti. Tuttavia bisogna chiedersi come mai dopo un periodo di progresso i primi paesi socialisti sono decaduti fino a crollare? Come mai dopo questo periodo di vittorie il movimento comunista è entrato in crisi? Ed infine, come mai il movimento comunista non è riuscito ad instaurare il socialismo nei paesi imperialisti?