06.09.2019
A
proposito del centralismo democratico e della lotta tra le due linee
Ancora
sul fallimento del rafforzamento del centro clandestino del (n)PCI
Un’idea
al suo sorgere non è mai fatta propria dalla maggioranza. Affinché un numero
crescente di individui faccia propria un’idea è necessario che essa si dimostri
utile nella pratica (in senso più ampio, cioè è esperienza pratica anche
un’emozione che deriva dall’ascolto di una musica, dalla vista di un film,
dall’assaggio di un frutto). Se quell’idea corrisponde all’esperienza concreta
allora gli individui la fanno propria.
Per
quello che riguarda noi, cioè il movimento comunista, un’idea giusta non lo è
banalmente perché logicamente non fa una piega. Un’idea giusta è quella che se
applicata porta ad un avanzamento nella lotta della classe operaia contro la
borghesia.
Ognuno
di voi può tirare fuori decine e decine di esempi in cui nel movimento
comunista la sinistra, intendendo con essa quella componente che aveva una
visione giusta della situazione concreta e che concepiva una via giusta per
farvi fronte, si presentava come una minoranza. Storicamente vi sono state
minoranze che sono uscite dal partito di cui facevano parte (es. i
marxisti-leninisti dal PCI). In queste battaglie a volte la sinistra ha vinto
(es. Mao Tse-tung nel corso della guerra contro il Giappone), altre volte ha
perso (es. la sinistra nel PCI, e nel PCUS, ecc.).